La mia storia potrebbe essere anche la tua...

No alla violenza ostetrica

La mia storia, potrebbe essere anche la tua…

Nel maggio 2012 è venuto al mondo il mio primo figlio. Quel giorno doveva essere il più bello della mia vita, eppure ancora oggi non riesco a non provare i brividi nel ricordare tutta la violenza fisica e psicologica, che ho dovuto subire.

Sono arrivata in clinica per rottura delle acque. Chiaramente mi ricoverano e da lì ha avuto inizio il mio inferno. Premetto che ho vissuto una gravidanza meravigliosa e avrei potuto tranquillamente partorire a casa. Scelsi quella clinica convenzionata di Roma, perché facevano il roaming in, ma anche perché godeva della fama di essere la prima struttura della città per parti naturali. Stessa filosofia professavano al corso preparto insegnandoti le più disparate posizioni per partorire.

Il mio travaglio invece lo fecero andare così:

☆ Mi obbligarono a non mangiare e non bere dal momento del ricovero fino alla nascita di mio figlio (più di 12 ore).

☆ Mi attaccarono il monitoraggio e mi costrinsero a rimanere sdraiata sul letto senza motivo.

☆ Mi circuirono per fare l’epidurale, benché io avessi espresso più volte la volontà di non farla, tantoché non feci nemmeno la visita anestesiologica, in quanto ho sempre desiderato partorire nel modo più naturale possibile. In quella struttura però, l’analgesia epidurale, si pagava circa 370€ e le ostetriche erano istruite per “vendere” il prodotto, anche a costo di mettere uno contro l’altra due ragazzi, che stanno per aver il loro primo figlio.

☆ Mi diedero talmente tanto anestetico, che iniziai a non sentire quasi più il mio corpo e i miei muscoli. 

☆ Ricevetti vari insulti dalla caposala. Ne proferì vari, ma quello che ancora oggi mi risuona nelle orecchie è: ” Questa non sa spingere “.

☆ In sala parto ci arrivai a piedi, benché dopo ore di travaglio e di digiuno non avessi più energie.

In sala parto infine successe questo:

☆ Sempre dalla caposala, insulti e frasi cariche di livore ” Allora che dobbiamo far con questo ragazzino, lo vuoi fare uscire oppure no?!?!”

☆ Episiotomia modello macellaio, tanto che la mia ginecologa, la quale non lavorava in quella clinica, mi disse che mi avevano fatto un taglio esagerato.

☆ Kristeller della caposala, ovviamente tra un insulto e l’altro, che mi costò un dolore lancinante alla costola per un mese.

☆ Ventosa senza avvertirmi.

Degenza caratterizzata da ingiustificata medicalizzazione e totale abbandono da parte delle ostetriche.

Dopo 3 giorni dal parto, sono stata dimessa. Il mio corpo era in ripresa, ma la mia anima era a pezzi. Per fortuna mio figlio stava benissimo ed era meraviglioso.

Se nel 2012 fosse esistita la legge, che tutela le donne dalla violenta ostetrica avrei portato in tribunale chi mi ha privata della mia dignità di madre e di donna.

Quattro anni dopo è nata la mia seconda figlia a Villa Margherita. Lì con accanto la mia ginecologa e uno staff meraviglioso ho vissuto il momento più bello della mia vita. Sono stata ascoltata e rispettata come essere umano.

Mia figlia è nata in camera, sul letto, senza episiotomia e senza epidurale, circondata da tanto amore.

Grazie a tutti per avermi ridato, ciò che mi era stato tolto.

LOTTATE PER CIÒ CHE DESIDERATE!!!

CREDETE IN VOI STESSE!!!

BASTA TACERE!!!

Veronica Casciotti ⭐🦋🖤

Veronica Casciotti

VERONICA CASCIOTTI (Roma, 11 gennaio 1981). Laureata in filosofia all'università di Roma La Sapienza con una tesi in estetica dal titolo: “L'occhio che spia, uno spettro di natura duplice che incombe sulla storia dell'umanità: utopia, distopia o salvezza?". Con un passato da attrice teatrale e da formatrice, oggi ama esprimere le proprie emozioni attraverso la scrittura, il disegno e la recitazione. Autrice del blog https://www.ilmondodiveronica.it/. La bambina che voleva i capelli corti, suo romanzo d’esordio, è arrivato finalista alla VII edizione del premio letterario “Mangiaparole”.

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