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Achille Lauro, al di là del bene e del male…

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Lauro De Maris, in arte Achille Lauro, nato a Verona, sotto il segno del cancro.

Cresciuto a Roma, in un quartiere popolare del III Municipio, a quattordici anni va a vivere con il fratello, Federico, ai tempi produttore del gruppo Quarto Blocco.

Si avvicina al mondo del rap underground e a quello del punk rock.

Nel 2014 pubblica il suo primo album “Achille Idol Immortale“.

Nel 2017 partecipa al reality Pechino Express, insieme a Boss Doms, pseudonimo di Edoardo Marozzi. Grazie a quell’esperienza il pubblico inizia a conoscerlo, non solo come artista, ma anche come persona. Sì, perché dietro a un look egocentrico si nasconde un ragazzo educato, con modi di altri tempi, che sceglie di usare la sua immagine, insieme alle parole, per rappresentare la sua realtà.

Achille provoca, stupisce, affascina, ma soprattutto fa pensare.

Lui “se ne frega” e durante il Festival di Sanremo del 2020 sceglie di far rivivere dei personaggi della storia per scuotere le coscienze. Nel corso delle quattro serate impersona San Francesco, David Bowie, la Marchesa Casati e la Regina Elisabetta I di Tudor.

Per lui il “me ne frego” è inteso come: agire per la propria libertà, fare l’amore con il proprio Ego, ovvero con la propria mente, fare della propria vita un’opera d’arte, amandosi incondizionatamente, farsi risucchiare dall’amore inafferrabile e sposare il proprio destino.

Una parte di pubblico non è pronta a tutto questo e lo critica, scioccata da immagini tanto evocative.

Lauro non si perde d’animo e nel 2021 partecipa al festival di Sanremo come ospite fisso, portando sul palco cinque quadri artistici accompagnati dalle sue canzoni: Solo noi, Bam bam twist, Penelope, Roll Royce, Me ne frego e C’est la vie.

Achille è un performer, un cantante, un artista a 360°. Lui è Glam Rock, Rock ‘N Roll, Pop e Punk Rock.

Nel 2022 lo rifà, sale sul palco dell’Ariston con il brano Domenica. Durante la prima serata si presenta a petto nudo, si tocca i genitali e inscena un battesimo. Ancora critiche per un gesto che, invece, voleva essere un omaggio a sua madre.

Di lui se ne parla, se ne continua a parlare e se ne parlerà. Perché Achille Lauro rappresenta la speranza, che prima o poi qualcosa cambi, che un giorno gli uomini possano liberarsi dai vincoli morali per elevarsi al di sopra delle masse.

Achille Lauro agisce, nietzschianamente parlando, al di là del bene e del male….

Amen!

https://www.instagram.com/achilleidol/

Veronica Casciotti ⭐️🦋🖤

Veronica Casciotti

VERONICA CASCIOTTI (Roma, 11 gennaio 1981). Laureata in filosofia all'università di Roma La Sapienza con una tesi in estetica dal titolo: “L'occhio che spia, uno spettro di natura duplice che incombe sulla storia dell'umanità: utopia, distopia o salvezza?". Con un passato da attrice teatrale e da formatrice, oggi ama esprimere le proprie emozioni attraverso la scrittura, il disegno e la recitazione. Autrice del blog https://www.ilmondodiveronica.it/. La bambina che voleva i capelli corti, suo romanzo d’esordio, è arrivato finalista alla VII edizione del premio letterario “Mangiaparole”.

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1 commento

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