CATTIVA COSCIENZA

Cattiva coscienza. Dalla prima inquadratura ho riconosciuto lo stile di Davide Minnella, potenziato da una certa maturità e sicurezza. Ambientato in due mondi distinti: quello immaginario del quartiere delle coscienze e in una Roma realistica, alternanza di arte, caos, frenesia e vita vera. Attraverso una trama insolita, geniale, a tratti anche filosofica, la frase della coscienza Trentanove (Giovanni Esposito) “Avrei tante domande da fare!” è uno dei germi che scaturisce ogni riflessione filosofica che si rispetti, fotogramma dopo fotogramma ci si ritrova catapultati nella vita del protagonista Filippo (un Filippo Scicchitano) e nella corsa contro il tempo della sua coscienza Otto (Francesco Scianna).

Ghiaccio

Film che vede per la prima volta Fabrizio Moro dietro la macchina da presa insieme ad Alessio De Leonardis.
Una borgata di Roma, una di quelle in cui chi ci abita non sente nemmeno l’odore della bellezza della città, due uomini accomunati dalla voglia di cambiare un destino a cui non è umanamente possibile arrendersi e il pugilato.

Le vite degli altri: il cinema e la forza dello sguardo

Il film di F. Henckel von Donnersmarck, Le vite degli altri, utilizza la forma narrativa per mostrare come nel  metodo della sorveglianza si celi la reversibilità dello sguardo, capace non solo di insidiarsi nella vita di chi è vittima di uno sguardo che opera dal basso, ma anche di chi si trova a esercitarlo.