Martina Pedaletti, il successo di una donna autentica

Attualità Martina Pedaletti è una giovane donna, nota al pubblico per aver partecipato alla sesta edizione del docu-reality Matrimonio a prima vista. All’epoca dell’esperimento aveva trentaquattro anni e fu proprio grazie a quell’esperienza che conobbe Francesco, suo attuale marito e padre di sua figlia Aurora. Subito dopo la messa in onda del programma, conclusasi il …

CATTIVA COSCIENZA

Cattiva coscienza. Dalla prima inquadratura ho riconosciuto lo stile di Davide Minnella, potenziato da una certa maturità e sicurezza. Ambientato in due mondi distinti: quello immaginario del quartiere delle coscienze e in una Roma realistica, alternanza di arte, caos, frenesia e vita vera. Attraverso una trama insolita, geniale, a tratti anche filosofica, la frase della coscienza Trentanove (Giovanni Esposito) “Avrei tante domande da fare!” è uno dei germi che scaturisce ogni riflessione filosofica che si rispetti, fotogramma dopo fotogramma ci si ritrova catapultati nella vita del protagonista Filippo (un Filippo Scicchitano) e nella corsa contro il tempo della sua coscienza Otto (Francesco Scianna).

Arte in Val di Fassa

La Val di Fassa, valle situata nel cuore delle Dolomiti, è nota principalmente per l’unicità dei suoi paesaggi. Qui la Marmolada, il Gruppo del Sella, il Gruppo del Sassolungo, il Gruppo del Catinaccio, il Buffaure e i Monzoni regalano, con i loro colori e la morfologia delle loro montagne, scenari unici al mondo. Nel 2009 l’UNESCO ha riconosciuto le Dolomiti come Patrimonio dell’Umanità. Eppure questi luoghi magici non si limitano a regalarci solo degli spettacoli naturali senza eguali. C’è un aspetto che, assuefatto dal turismo, motore dell’economia locale, passa spesso in secondo piano: l’ambito artistico culturale. La Val di Fassa è un serbatoio di emozioni, riscontrabili certamente in ciò che la natura offre, ma anche nelle produzioni, passate e attuali, degli artisti locali.

EMILIANO LUCCISANO

Emiliano Luccisano è un comico, autore, regista e formatore. Classe 1987, nasce e cresce a Roma, precisamente a Centocelle, quartiere periferico che rimanda alla figura di Pier Paolo Pasolini, il quale lo evoca più volte nelle sue opere (nel suo primo film Accattone e nel romanzo Ragazzi di vita). Dopo aver conseguito la maturità scientifica, s’iscrive alla facoltà di lettere, ma dopo due anni lascia gli studi. Lui è un comico, che è cosa ben differente da chi fa il comico, ce l’ha nel DNA e tutto ciò che farà e vivrà saranno dei tasselli che lui custodirà per far sì che la sua natura diventi anche la sua professione. Emiliano osserva la realtà, scruta ciò che accade intorno a sé, ma soprattutto si guarda dentro ed è proprio questa sua predisposizione che nel suo percorso di crescita gli permetterà di mettere le basi per diventare un vero professionista.

La vita a colori di Marco Palmisano

Marco Palmisano, un bell’uomo, laureato in lingue, un account sales dell’American Express, pieno di passioni ed interessi, elegante, con un sorriso unico e travolgente. L’aspetto che più mi ha colpito di lui è stata la varietà dei colori della sua anima ed è per questo che voglio farvelo conoscere. Sono fermamente convinta che le persone positive, quelle che nonostante abbiano dovuto lottare per accettarsi (e farsi accettare), riuscendo a trovare il loro equilibrio e la loro serenità, siano il miglior slogan per aprire gli occhi a chi si rifiuta di verde la realtà. Una delle armi più potenti per combattere le discriminazioni e i pregiudizi è mostrare quanto possa essere bella, pura e nobile una persona che ne ama un’altra dello stesso sesso.

MATRIMONIO A PRIMA VISTA ITALIA

In un’epoca in cui la visione del mondo è alterata da una perfezione quotidianamente simulata, Matrimonio a prima vista ci riporta indietro di circa ottant’anni, quando in Italia iniziava ad affermarsi il neorealismo, un movimento culturale che ha investito la filosofia, la letteratura, l’architettura, ma soprattutto il cinema. Impegno morale, realtà colta sul fatto, sentimenti e cambiamento economico e sociale erano i tratti distintivi del cinema neorealista, tutti elementi che oggi possiamo ritrovare in questo reality, nato come esperimento sociale, rivelatosi poi nel corso degli anni anche una lente d’ingrandimento di valenza antropologica.

Mi chiamo Silvia e oggi sono una donna a tutti gli effetti

Silvia cresce sentendosi da sempre una femmina, quando nessuno la vede prende i cosmetici di sua mamma e si trucca, sola in una stanza dove può finalmente mettere da parte Marco ed essere semplicemente ciò che sente di essere. È a disagio nell’abbigliamento quotidiano che è obbligata a portare.

Il Grande Fratello: un crudele format televisivo in cui si gioca con la spettacolarizzazione dei sentimenti

Attualità Non guardavo il Grande Fratello dal 2009, anno in cui per la mia tesi di laurea in filosofia, analizzai il fenomeno dei reality. Ieri sera ho seguito parte della puntata, perché avendo sentito ciò che era stato fatto a Marco Bellavia volevo capire fino a che punto può arrivare la cattiveria umana. La spettacolarizzazione …

Io ci sarò sempre

Quella che sto per raccontavi è la storia di due donne che hanno combattuto contro lo stesso nemico, ma con ruoli diversi.
Ho conosciuto questa mamma grazie a un mio post scritto in occasione della giornata nazionale contro i disturbi del comportamento alimentare.
Elisabetta è la mamma di Giulia (entrambi nomi di fantasia), una giovane donna che alla soglia dei trent’anni, benché sia riuscita a uscire dalla fase acuta e a costruirsi una vita piena di soddisfazioni, continua a combattere contro l’anoressia, un leone, come la definisce Elisabetta, che ogni giorno cerca di insinuarsi nella sua vita.
Oggi Elisabetta e sua figlia hanno finalmente recuperato un rapporto, in cui si scambiano tutti quegli abbracci che per un lungo periodo si sono negate.