Cultura e Spettacolo

EMILIANO LUCCISANO

Il comico che sa raccontare la realtà

Cultura e Spettacolo

Emiliano Luccisano

Emiliano Luccisano è un comico, un autore, un regista e un formatore. Classe 1987, nasce e cresce a Roma, precisamente a Centocelle, quartiere periferico che rimanda alla figura di Pier Paolo Pasolini, il quale lo evoca più volte nelle sue opere (nel suo primo film Accattone e nel romanzo Ragazzi di vita). Dopo aver conseguito la maturità scientifica, s’iscrive alla facoltà di lettere, ma dopo due anni lascia gli studi. Lui è un comico, che è cosa ben differente da chi fa il comico, ce l’ha nel DNA e tutto ciò che farà e vivrà saranno dei tasselli che lui custodirà per far sì che la sua natura diventi anche la sua professione. Emiliano osserva la realtà, scruta ciò che accade intorno a sé, ma soprattutto si guarda dentro ed è proprio questa sua predisposizione che nel suo percorso di crescita gli permetterà di mettere le basi per diventare un vero professionista.

Oggi Emiliano rappresenta la vera essenza del concetto di umorismo. Ciò che lui esprime attraverso i suoi personaggi è qualcosa di viscerale, interiore, istintivo, è tutto ciò che caratterizza l’essere umano in quanto tale. Già! perché è in ciò che è propriamente umano che risiede la vera comicità.

Le triadi di personaggi a cui dà vita all’interno della sua macchina, i tre ragazzi di Me viè un po’ da piagne o le tre ragazze di Le avventure di Cì, Lè e Fra rimandano alle tre istanze freudiane di Es, Io e Super io.

Fra: “Che storia triste!” (Io),

Lè: “Che vita spicciola!” (ES)

Cì: “Che mondo infame!” (Super io)

Nell’arte di Emiliano non c’è niente di premeditato, tutto nasce spontaneamente ed è proprio questo uno dei suoi punti di forza. Per arrivare alle persone non servono strategie, tutto si basa sull’intesa che si viene a creare tra il comico e il pubblico che trova nell’arte dello humour risposte a domande sociali che quotidianamente attanagliano la vita dell’uomo. Secondo Henri-Louis Bergson il comico è una sorta di “castigo sociale” che si avvale della comicità per correggere e sconfiggere tutti quei comportamenti che tendono a compromettere lo slancio vitale tipico della vita in quanto tale. Se ci fermiamo un momento ad annoverare tutti i ruoli interpretati da Emiliano (soprattutto quelli nati in macchina durante il lockdown per il Covid, in cui l’attore non poteva vedere nessuno e non poteva far altro che riflettere sulla natura umana): monologhi in macchina in cui disquisisce su ciò che lo incuriosisce, Le avventure di Cì, Lè e Fra, Me viè un po’ da piagne, Brancolo nelle stelle, ma anche i suoi spettacoli teatrali, ci accorgeremo che le sue battute hanno la capacità di generare nel fruitore una liberazione.

Gli argomenti e il linguaggio diretto usati dal comico, la scelta di una dizione volutamente sporcata dalla cadenza romana, l’uso di parolacce e la ricchezza di vocabolario arrivano come una sorta di passe-partout per aprire la porta in cui giacciono parti del nostro inconscio, che per pudore teniamo segregate. Emiliano ci racconta semplicemente la realtà, senza filtri, senza mezze misure: il problema di chi non riesce ad andare di corpo la mattina, le donne che fingono gli orgasmi e gli uomini non se ne accorgono, l’ingenuità delle donne nel credere ancora a certi uomini, l’oggettiva difficoltà della canzone Tanti auguri che tutti cantano puntualmente stonando, la cattiveria dei padroni dei gatti che li ridicolizzano per fare video da postare sui social, le tempistiche insensate delle luci a tempo nei bagni pubblici, la nuova discutibile e tirannica tendenza dei piatti scomposti, la presa in giro degli albergatori che uniscono due letti singoli per creare uno scomodissimo e pericoloso letto matrimoniale, il masochismo di noi donne nel farci la ceretta integrale…

“Quando vedo qualcosa che mi incuriosisce ne parlo. Mi esalta avere qualcosa da dire”

(Emiliano Luccisano)

Gli sketch di Emiliano, in cui lui parla di sesso, bisogni fisiologici primari, traumi infantili, riescono a coinvolgere emotivamente il pubblico senza incorrere nello shock del discorso esplicito. È a quel punto che cadono le barriere e il pubblico, sentendosi implicitamente compreso, si lascia andare alla risata, simbolo di un legame intimo creato con il comico.

Luccisano recita da sempre e scrive, sia per sé che per gli altri, tra cui Dado e Salvatore Marino. Nel 2010 si diploma nell’Accademia diretta da Paola Tiziana Cruciani e in quel periodo fonda la Compagnia Controcorrente.

Quella dell’autore per lui è sempre stata una professione laterale. Lui è un animale da palcoscenico e vive con sofferenza lo stare dietro le quinte. Lavorare per la televisione non è sempre facile, ma ha anche i suoi vantaggi. Ha una grande passione per il web, ambito in cui può esprimersi senza riserve e grazie al quale può raggiungere il suo pubblico più facilmente. Formatore per amatori, professionisti ed aziende ha all’attivo numerosi laboratori a Roma e in diverse parti d’Italia.

A Emiliano piacciono le persone, ama osservare le vite degli altri, confrontarsi per crescere e migliorarsi. Lui sa ridere di sé ed è capace di cogliere e narrare egregiamente l’aspetto tragicomico che soggiace in una realtà non sempre facile da affrontare e decifrare. A questo proposito nel 2021 pubblica il suo primo libro dal titolo Me viè un po’ da piagne. Analisi tragicomica dei disagi quotidiani.

Siamo uomini e in quanto tali imperfetti, se poi ci fermiamo a pensare a come veniamo rappresentati nelle arti allora possiamo diventare anche ridicoli, vittime delle nostre pulsioni e dei nostri bisogni. In fondo la bellezza dell’essere umano risiede proprio nella capacità di affrontare e accettare i propri limiti. Noi donne non siamo principesse, anzi, a volte ci comportiamo come streghe e gli uomini spesso sono più simili a dei rospi che a dei principi, quindi facciamoci una risata e non aspiriamo a un lieto fine degno della miglior fiaba della buonanotte, perché, come dice Emiliano Luccisano:

“Cercare un finale da favola nella vita è un po’ come cercare un porno che finisce con le coccole: impossibile!”

(Emiliano Luccisano)

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Veronica Casciotti ⭐🦋🖤

Veronica Casciotti

VERONICA CASCIOTTI (Roma, 11 gennaio 1981). Laureata in filosofia all'università di Roma La Sapienza con una tesi in estetica dal titolo: “L'occhio che spia, uno spettro di natura duplice che incombe sulla storia dell'umanità: utopia, distopia o salvezza?". Con un passato da attrice teatrale e da formatrice, oggi ama esprimere le proprie emozioni attraverso la scrittura, il disegno e la recitazione. Autrice del blog https://www.ilmondodiveronica.it/. La bambina che voleva i capelli corti, suo romanzo d’esordio, è arrivato finalista alla VII edizione del premio letterario “Mangiaparole”.

2 commenti

  1. Concreto, interessante e d’impatto. Il comico viene descritto a 360 gradi e si riescono a cogliere le diverse sfaccettature della sua professionalità!!!
    Aiuta a guardare i suoi video con occhio critico ed a leggerne le informazioni ed i messaggi più profondi che potrebbero sfuggire ad una lettura rapida e superficiale!!!! Brava Veronica…. Un ennesina conferma che questo è il tuo mestiere!!!! 💓

    1. Grazie mille 💖!!! All’interno di questo blog parlo di tuto ciò che mi affascina e cattura il mio interesse. Trovo che l’arte di Emiliano meriti di essere promulgata. La sua capacità di arrivare alle persone è straordinaria e la sua maestria nel suscitare sorrisi lo rendono un artista di livello.
      ⭐🦋🖤

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