Cinema

CATTIVA COSCIENZA

Esiste davvero una cattiva coscienza?

Cinema

Davide Minnella

Quando mi accingo alla fruizione di un’opera d’arte, qualsiasi essa sia, ciò che spero di trovare è l’originalità e di conseguenza l’unicità. È proprio da questi due concetti che vorrei partire, marchi distintivi dei film diretti da Davide Minnella. Ho avuto modo di conoscere questo talentuoso regista in occasione del suo film precedente, La cena perfetta (2022), che tra l’altro ho recensito all’interno di questo blog. Ciò che mi colpì di quella pellicola fu lo spirito favolistico con cui Davide è riuscito a raccontare una realtà spietata, con la stessa semplicità e innocenza con cui ci si appresta a leggere una favola della buonanotte ai propri figli. Complice una fotografia notevole, che immagine dopo immagine, descrive la dicotomia di Napoli: mix perfetto di incubo e meraviglia. I colori, i contrasti e le angolazioni con cui viene delineata Roma, ce la presentano come un ecosistema in cui è possibile intravedere una redenzione. Un cast perfetto: Salvatore Esposito che non delude mai, Greta Scarano icona di grinta e determinazione, Antonio Grosso decisamente calzante nel ruolo di Vincenzo, braccio destro del camorrista Pasquale Rizzuto (Gianfranco Gallo), insieme a tutti gli altri attori sono una combinazione vincente per quest’opera cinematografica che non solo ha trionfato in Italia, ma che non ha tardato ad affermarsi anche all’estero.

Dopo questo successo avevo delle aspettative per questo film. Così ieri sera, per iniziare al meglio questo 2024, mi sono regalata la visione di Cattiva coscienza. Dalla prima inquadratura ho riconosciuto lo stile di Davide Minnella, potenziato da una certa maturità e sicurezza. Ambientato in due mondi distinti: quello immaginario del quartiere delle coscienze e in una Roma realistica, alternanza di arte, caos, frenesia e vita vera. Attraverso una trama insolita, geniale, a tratti anche filosofica, la frase della coscienza Trentanove (Giovanni Esposito) “Avrei tante domande da fare!” è uno dei germi che scaturisce ogni riflessione filosofica che si rispetti, fotogramma dopo fotogramma ci si ritrova catapultati nella vita del protagonista Filippo (un Filippo Scicchitano) e nella corsa contro il tempo della sua coscienza Otto (Francesco Scianna).

Filippo Scicchitano e Matilde Gioli

All’inizio del film il Presidente delle coscienze (Drusilla Foer) fa un discorso ai suoi adepti in cui illustra qual è il ruolo delle coscienze nella vita degli uomini:

“La coscienza di un uomo è il suo bene più prezioso. Eppure gli uomini sembrano essersene dimenticati”

“Noi coscienze siamo i custodi del giusto. I soldati del bene. Gli operai dell’etica. Non possiamo fallire, perché se falliamo noi è il mondo che fallisce”.

Vedremo che sarà proprio grazie al fallimento di Otto che Filippo troverà il coraggio di sovvertire il suo fallace equilibrio, che da troppo tempo lo aveva gettato in uno stato di perenne tristezza, per ritrovare sé stesso e capire il vero valore della vita. Notevole l’idea di umanizzare la coscienza, facendogli provare emozioni e sensazioni vere, benzina che manda avanti l’esistenza di ogni essere umano.

Molto piacevole il cameo di Francesco Motta con la sua orecchiabile Per Sempre, sottofondo di una delle scene cardine del film. Innegabile la bravura e la bellezza di Matilde Gioli nel ruolo di Valentina. Filippo Scicchitano conferma la sua propensione per questo mestiere, già evidente appena diciottenne nella sua interpretazione di Luca in Scialla! (Stai sereno) (Francesco Bruno, 2011).

Filippo Scicchitano

Cattiva coscienza consacra Davide Minnella come uno dei registi italiani che oggi sta facendo la differenza nel panorama cinematografico del nostro Paese. Caratterizzato da umiltà, voglia di crescere, ma soprattutto ricerca della verità, qualunque essa sia, ogni lavoro di questo giovane regista riesce a lasciare il segno.

“Al mondo non c’è coraggio e non c’è paura, ci sono solo coscienza e incoscienza. La coscienza è paura, l’incoscienza è coraggio.”

(Alberto Moravia)

Per rimanere aggiornati sui progetti di Davide Minnella potete seguirlo sul suo profilo Instagram: https://www.instagram.com/davideminnella/

Se volete leggere la mia recensione sul film La cena perfetta, potete cliccare su questo link: https://www.ilmondodiveronica.it/la-cena-perfetta-quando-il-potere-dellarte-e-delle-emozioni-cambiano-un-destino-gia-segato/

Se volete rimanere aggiornati sui miei articoli e sui miei progetti potete seguirmi sulla mia pagina Instagram:https://www.instagram.com/veronicacasciottiscrittrice/

Veronica Casciotti ⭐🦋🖤

Veronica Casciotti

VERONICA CASCIOTTI (Roma, 11 gennaio 1981). Laureata in filosofia all'università di Roma La Sapienza con una tesi in estetica dal titolo: “L'occhio che spia, uno spettro di natura duplice che incombe sulla storia dell'umanità: utopia, distopia o salvezza?". Con un passato da attrice teatrale e da formatrice, oggi ama esprimere le proprie emozioni attraverso la scrittura, il disegno e la recitazione. Autrice del blog https://www.ilmondodiveronica.it/. La bambina che voleva i capelli corti, suo romanzo d’esordio, è arrivato finalista alla VII edizione del premio letterario “Mangiaparole”.

Potrebbe piacerti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *