Cinema

Ghiaccio

La voglia di cambiare un destino a cui è impossibile arrendersi

Cinema

Il pugilato non è solo uno sport: è una filosofia di vita.

Un combattente è un combattente.

Sempre.

“Certe volte, quando nasci nel posto sbagliato, c’è il rischio che te fanno diventa’ cattivo, però se nasci bono alla fine più de tanto non gliela fanno, rimani in mezzo.”

Film che vede per la prima volta Fabrizio Moro dietro la macchina da presa insieme ad Alessio De Leonardis.

Una borgata di Roma, una di quelle in cui chi ci abita non sente nemmeno l’odore della bellezza della città, due uomini accomunati dalla voglia di cambiare un destino a cui non è umanamente possibile arrendersi e il pugilato.

Questi elementi si intrecciano già dalla prime scene del film. Conosciamo Giorgio (Giacomo
Ferrara) fin da subito come voce narrante:

“Ce stanno ‘n sacco de vorte in cui te ‘o chiedi: ma io so’ bono o so’ cattivo?”

La prima volta che lo vediamo è di spalle, sta correndo prima dell’allenamento e indossa una felpa grigia con la scritta rossa TO TI, la T si è staccata con il tempo, dietro la schiena. Quello è l’unico regalo che gli ha fatto suo padre, assassinato due anni prima davanti casa dalla malavita.  

Giorgio ha un peso sulle spalle, che per un ragazzo di ventidue anni non è facile portarsi dietro:

Un padre che t’ha lasciato nella merda e una madre che se nun je dai una mano ce se annega.

La vita però gli ha donato un talento, è un pugile con delle capacità notevoli ed è in attesa di disputare un incontro, che potrebbe dare una svolta alla sua vita. Ad allenarlo e ad assurgere, in un certo senso, alla funzione paterna c’è Massimo (Vinicio Marchioni), un ex pugile, che vede nel ragazzo la possibilità di realizzare ciò a cui lui ha rinunciato scegliendo la propria famiglia.

Se gli elementi potrebbero far pensare a una trama scontata, di film sulla redenzione grazie allo sport ne abbiamo visti e rivisti tanti, di pellicole denuncia sulle borgate anche, vi posso dire che non è così. La scelta registica di immortalare quartieri di Roma sporchi, con palazzi pericolanti connotati dal degrado e dalla criminalità, uniti ad atmosfere quasi sempre uggiose e riprese notturne non permettono mai allo spettatore di liberarsi da quel senso di cupezza.

La recitazione di Giacomo Ferrara in stile neorealista e l’interpretazione vera e toccante di un Vinicio Marchioni, che ruolo dopo ruolo non fa che confermare che lui non fa l’attore, ma lo è, consentono un’immersione naturale.

Posso dirvi che questo film non vi farà alzare dal divano dicendo Wow, ma vi entrerà dentro lentamente, lasciando alle sensazioni che vi ha suscitato il compito di accompagnarvi per giorni.

Bellissima la colonna sonora firmata da Fabrizio Moro, tra cui spicca il brano Sei tu. https://www.youtube.com/watch?v=dS5mn2tZX4Y

Consigliato per chi si vuole emozionare.

Veronica Casciotti ⭐🦋🖤

Veronica Casciotti

VERONICA CASCIOTTI (Roma, 11 gennaio 1981). Laureata in filosofia all'università di Roma La Sapienza con una tesi in estetica dal titolo: “L'occhio che spia, uno spettro di natura duplice che incombe sulla storia dell'umanità: utopia, distopia o salvezza?". Con un passato da attrice teatrale e da formatrice, oggi ama esprimere le proprie emozioni attraverso la scrittura, il disegno e la recitazione. Autrice del blog https://www.ilmondodiveronica.it/. La bambina che voleva i capelli corti, suo romanzo d’esordio, è arrivato finalista alla VII edizione del premio letterario “Mangiaparole”.

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4 commenti

  1. Marina dice:

    Critica accattivante, che stimola la curiosità dello spettatore, nonostante sia un tema che fa parte della storia del cinema.

    1. In questo film ci sono degli elementi che lo rendono unico, nonostante la trama faccia pensare a qualcosa di già visto. Ti consiglio di vederlo 😉

  2. Tommaso dice:

    Sono d’accordo. Critica inappuntabile. La trama non è certo originale, ma vale la pena vederlo per alcune scelte registiche e per l’ottima recitazione dei due protagonisti. Interessante anche la storia legata al titolo, che viene spiegata nel film.

    1. Grazie!!! Vero, per capire fino in fondo il senso del titolo bisogna vedere il film 😉

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