Attualità

MATRIMONIO A PRIMA VISTA ITALIA

IL FORMAT DI STAMPO NEOREALISTA DEL XXI SECOLO

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Matrimonio a prima vista Italia è il docu-reality basato sul programma danese Married at First Sight. Il format prevede il formarsi di tre coppie. I sei protagonisti, tre uomini e tre donne, dopo una serie di test e colloqui con tre esperti (un sociologo, Mario Abis, una sessuologa, Nada Loffredi e uno psicoterapeuta, Gerry Grassi nelle prime tre edizioni e Fabrizio Quattrini dalla quarta alla sesta. Nella settima edizione la figura dello psicoterapeuta viene sostituita da quella del life coach Andrea Favaretto) vengono scelti e abbinati tra di loro per conoscersi il giorno del loro matrimonio. Avranno a disposizione cinque settimane per decidere se rimanere sposati o procedere con il divorzio.

In un’epoca in cui la visione del mondo è alterata da una perfezione quotidianamente simulata, Matrimonio a prima vista ci riporta indietro di circa ottant’anni, quando in Italia iniziava ad affermarsi il neorealismo, un movimento culturale che ha investito la filosofia, la letteratura, l’architettura, ma soprattutto il cinema. Impegno morale, realtà colta sul fatto, sentimenti e cambiamento economico e sociale erano i tratti distintivi del cinema neorealista, tutti elementi che oggi possiamo ritrovare in questo reality, nato come esperimento sociale, rivelatosi poi nel corso degli anni anche una lente d’ingrandimento di valenza antropologica.

Se i film neorealisti, raccontando storie contemporanee ispirate a eventi reali, delineavano il vero volto del popolo (Roma città aperta e Paisà, le due opere di Roberto Rossellini ispirate al tema della guerra) e i problemi sociali dell’epoca (come Ladri di biciclette di Vittorio De Sica), oggi Matrimonio a Prima vista ci mostra la vita vera, i modelli di comportamento, i valori, le paure, le difficoltà e la voglia di provare sensazioni e sentimenti, spesso difficilmente scrutabili in una realtà patinata e distorta dai social network.

Il cinema neorealista aveva come obiettivo quello di rappresentare il nostro Paese dopo la guerra e i cambiamenti economici e sociali da essa apportati. Adesso, proprio come allora, ciò che si vuole mostrare attraverso questo reality è la dimensione spirituale dell’uomo e la verità dei personaggi.

Si è da poco conclusa l’ultima edizione del programma, non scevra da critiche e polemiche. Da scrittrice e filosofa ho voluto fare un quadro, il più oggettivo possibile, dei ragazzi che hanno partecipato all’esperimento. Più che altro ho voluto raccontarli attraverso le loro emozioni, perché è questo che hanno regalato ad un pubblico che in alcuni casi si è trovato spiazzato dinanzi a tanta (forse inaspettata) verità. È proprio nello spazio aperto, nel luogo della reversibilità che le cose ci riguardano, ci toccano, ci appassionano, perché noi riguardiamo loro e questo genera allo stesso tempo incubo e meraviglia.

Chiaramente questo discorso non può essere universale per tutti i partecipanti (le mele marcie crescono anche sui migliori alberi), eppure mi sento di affermare che molti di loro ci hanno messo non solo la faccia ma anche l’anima.

Ciò che a mio avviso contraddistingue Matrimonio a Prima vista dagli altri reality, non è solo il fatto di racchiudere al proprio interno un esperimento, ma il chiaro rimando a “Kinoglaz”(Cineocchio) di Dziga Vertov. Ciò che rende significativo Kinoglaz è il fatto di essere stato concepito come un ipertesto: “una serie aperta di immagini, potenzialmente interminabili e tale da poter essere interrotta in ogni punto dall’intervento di un utente interattivo (vale a dire competente e tecnicamente attrezzato), per dar luogo a una ramificazione, anch’essa potenzialmente interminabile di links”. (Pietro Montani, Bioestetica: senso comune, tecnica e arte nell’età della globalizzazione, Carocci, 2007, p. 90).

Che nel corso di sette anni qualcosa sia cambiato è innegabile. Non ho mai amato gli scoop o le interpretazioni senza fondamenta, le teorie hanno bisogno di dati per essere attendibili. Preferisco il confronto diretto e per capire meglio cosa sia Matrimonio a prima vista ho parlato con alcuni dei protagonisti del programma e mi sono fatta raccontare le loro esperienze per delineare più dall’interno la storia di questo docu­-reality.

Alessandra

È il 19 maggio del 2016 quando Sky trasmette la prima puntata della prima stagione.

Stavo guardando la serie americana di Matrimonio a prima vista e tra a me e me pensavo: ma questa è matta! Ad un certo punto è uscita una scritta sotto, non sapevo si trattasse proprio di quel programma. Ero single e ho chiamato. Sono andata a fare i casting, un po’ anche per leggerezza. Poi ho deciso di restare quando ho capito che programma fosse. Si sono presentati in modo professionale. Mi sono affidata”

Così è iniziata l’avventura di Alessandra Raza, una delle spose della prima ediziona. All’epoca è una ragazza di trentun anni, che vive in un piccolo paesino in provincia di Brescia e lavora come commessa in una profumeria. Partecipa al programma affidandosi alla scienza e sperando che le competenze degli esperti possano aiutarla a trovare il compagno giusto per lei.  

Alessandra viene sottoposta a vari test e colloqui, durante i quali gli esperti fanno anche un controllo incrociato di diversi fattori tra lei e alcuni ragazzi, come lo stile di vita, il livello socio culturale e gli interessi comuni. Per quanto concerne la parte estetica, le vengono mostrate delle fotografie, tra cui ci sarà anche quella di Andrea Pagano, il futuro marito, che lei indicherà tra le sue preferenze.

Arriva il giorno del matrimonio, Alessandra è calmissima, fino a poco prima di salire sulla terrazza. La tensione si fa sentire, tanto che appena vede Andrea non riesce a mettere a fuoco e vede solo una figura appannata. Esteticamente le piace.

I ragazzi si sposano e partono in viaggio di nozze per Santorini.

“Era partita bene, pensavo ci fossero delle buone premesse. I primi tre, quattro giorni le cose andavano bene, poi lui si è un po’ tirato indietro. Noi donne ci attacchiamo al prima ed ero accecata. Ero ben predisposta perché guidata dagli esperti”

Dopo un inizio in discesa il rapporto tra i neo sposi non decolla. Alessandra lascia la sua città e si traferisce a casa del marito. Lui, un avvocato della Roma bene, non vive serenamente la sua presenza e dopo qualche giorno lei si vede costretta ad andare a vivere da sola. La ragazza non molla fino alla fine dell’esperimento, si è presa un impegno e, benché il comportamento di Andrea sia tutt’altro che accogliente, tra lacrime e momenti difficili (anche se Alessandra non è solo questo e mi confessa che le sarebbe piaciuto venisse mostrato anche il suo lato spensierato) arriva fino al giorno della scelta. Dicono entrambi di no (come le altre due coppie), ma lei a distanza di anni conferma che, anche se l’esperienza non ha rispecchiato le sue aspettative, la rifarebbe.

Circa un anno dopo viene tramessa la seconda edizione a cui prendono parte altre tre coppie che al momento della scelta finale dicono tutte e tre di sì. I partecipanti vengono scelti dopo una serie di prove: test PMI, test di logica e della personalità, due colloqui con Nada Loffredi, uno in gruppo ed uno individuale, durante i quali viene chiesto ai ragazzi cosa pensano del proprio corpo e di indicare le proprie zone erogene, per un totale di tre colloqui.

Ho chiesto ad un partecipante di questa edizione se a posteriori pensa che il suo sentimento sia stato falsato dalla circostanza e mi ha risposto di getto: “No, la mia esperienza era molto vicina alla realtà…”. È in questa stagione che viene introdotta una puntata aggiuntiva intitolata “Sei mesi dopo”, in cui il pubblico ha la possibilità di vedere cosa è accaduto alle coppie dopo la scelta finale.

Andrea

Siamo alla terza serie: 1257 single, 128 si sono presentati ai colloqui finali, 28 candidati sono risultati i più idonei. Tra di loro colpisce la mia attenzione Andrea Tomasini, un ragazzo di Trento allora trentaduenne, descritto dal sociologo Mario Abis come “Solido professionalmente, interessante per una possibile scelta finale. Cerca una persona per la sua realizzazione senza particolare angoscia”.

A lui viene affiancata Rossella Gatta, una ragazza lucana che vive a Milano e ha puntato molto alla sua realizzazione professionale e al successo.

Ho fatto due chiacchere con Andrea, il quale mi ha raccontato diversi aspetti della sua esperienza che lui ha giudicato positiva.

Il programma non è affatto costruito. Tutto quello che vedi è vero. Ho deciso di partecipare per fare un’esperienza fuori dal comune, per gioco. Mi piacciono i cambiamenti forti, che mi diano emozioni forti

Alla domanda su cosa lo abbia spinto a proseguire anche quando vedeva che il rapporto con la moglie non decollava, lui risponde: “Mi sono preso un impegno, lo porto avanti. Se fossi stato nella vita reale avrei mollato”.

Alla fine delle cinque settimane Andrea e Rossella decidono di non perseguire il loro percorso insieme. Stesso epilogo per le altre due coppie. Anche Andrea rifarebbe quell’esperienza.

Il 4 settembre del 2019 parte la quarta stagione del programma, che da Sky passa su

Real Time. Da questa edizione gli episodi vengono resi disponibili in anteprima sulla piattaforma digitale Discovery+. La penultima puntata di questa stagione, in cui due coppie decidono di separarsi e una di rimanere sposata, raggiunge uno share del 5,20% con 1.076.000 spettatori. Ad oggi i dati più alti per il programma. Nei mesi successivi anche la coppia rimasta insieme, quella formata da Cecilia De Stefanis e Luca Serena, decide di divorziare.

Luca

Il 9 marzo 2020 il Dpcm dispone il lockdown in tutta Italia per la pandemia da Covid-19. Le selezioni per la quinta edizione sono già giunte al termine, ma le tre coppie dovranno attendere la fine delle restrizioni per convolare a nozze.

“È bella bella bella, ha un sorriso contagioso. Si dice che i primi sette secondi che la osservi diventino fatali e invece a me hanno aperto un mondo, quindi non potevo chiedere di meglio”

Questo è il commento che fa Luca Cantiano, uno degli sposi di questa stagione, dopo aver visto per la prima volta sua moglie Giorgia Pantini. Lui è un house manager e vive a Cisterna di Latina, lei un’istruttrice di nuoto e studentessa universitaria di Roma. Il 25 maggio del 2020 i ragazzi si sposano, senza parenti e senza la possibilità di toccarsi per tutto il corso della cerimonia. Il Covid è entrato a gamba tesa nelle nostre vite e bisogna accettarlo come terzo incomodo, anche in un contesto dove il contatto fisico sarebbe uno dei protagonisti. Luca è un ragazzo genuino, una persona vera, spontanea, che ha imparato a prendere di petto la vita senza paura di guardare fisso negli occhi chi si trova davanti. Il suo sguardo rivolto verso Giorgia durante il matrimonio è una finestra aperta sul suo mondo.

Ho avuto il piacere di parlare con lui, un ragazzo educato e disponibile. Gli chiedo se avesse indicato delle caratteristiche che voleva avesse la persona scelta per lui e mi risponde: “Fisiche nessuna. M’interessava fosse gentile, tranquilla e comprensiva”.

La storia tra Luca e Giorgia sembra andare a gonfie vele: ridono, scherzano, sono complici, trapela dalla televisione che si piacciono. I loro dialoghi, i gesti e soprattutto i loro sguardi emozionano. Hanno voglia di conoscersi, di aprirsi l’uno all’altra. Arriva il giorno della decisone finale e davanti agli esperti i ragazzi scelgono di continuare a stare insieme. A telecamere spente inizia una fase nuova e il loro rapporto subisce una battuta d’arresto. Li ritroviamo alcuni mesi dopo nella puntata “E poi” (da questa edizione la puntata speciale cambia da “Sei mesi dopo” a “E poi” …) che non si rivolgono nemmeno la parola.

“Il contesto, conoscere una persona in un esperimento sociale, mi ha condizionato. Nel corso del tempo mi sono reso conto che certe cose di lei le avrei notate prima.

“Il sentimento è una cosa pesante, ed io non l’ho mai provato. Era solo un interesse”

Luca ci va con i piedi di piombo, vuole ponderare. Probabilmente Giorgia aveva tempi ed esigenze diverse e questo è ciò che spesso accade nella vita di tutti i giorni. Non è forse questa una delle motivazioni per cui molti rapporti non vanno avanti? Luca e Giorgia ci hanno donato un altro pezzo di vita vera.

In questa edizione è andata in onda uno speciale, dal titolo “Tutta la verità”, alla fine del quale tutti i ragazzi della stagione aprono i loro profili Instagram. Giorgia e Nicole Soria (un’altra sposa di questa edizione) fanno una diretta in cui ripercorrono insieme alcune tappe della loro avventura lanciando qua e la qualche frecciatina ai loro ex mariti. Il programma inizia a portare visibilità e le ragazze non perdono tempo.

Francesco

Il 10 marzo 2021 parte la sesta edizione, quella che a mio avviso ha dato il frutto più bello e duraturo: la piccola Aurora, figlia di Francesco Muzzi e Martina Pedaletti, nata il 12 aprile 2023.

Francesco mi ha raccontata che ha sempre amato il programma e non nasconde la sua indignazione quando vede che certe persone assumono degli atteggiamenti poco collaborativi: “Non sanno cosa si perdono”, mi dice con un tono di voce dispiaciuto.

Gli domando cosa volesse da questa esperienza e mi risponde di getto:

“Quello che ho avuto”

Anche se la storia di Francesco e Martina ha avuto un happy ending, il tassista romano ha dovuto lottare per conquistare il cuore di sua moglie. A lui non interessava l’estetica, desiderava solo una persona con tanta pazienza come lui, aspetto che all’inizio non ha trovato in Martina. Appena la vede pensa:

“È bella, questa mi farà penare”

Lui cerca un sorriso che lei stenta a concedergli. Eppure Francesco non si perde d’animo, ha un mese di tempo, ha fatto una promessa e si mette totalmente in gioco. La sua perseveranza sarà la carta vincente che gli permetterà di arrivare al cuore di Martina. 

Il 19 settembre 2021 i ragazzi decidono di risposarsi con rito civile.

Un fatto interessante è accaduto in occasione della nascita di Aurora. Francesco si trovava in ospedale in sala d’attesa insieme ad un altro papà. Il ragazzo l’ha riconosciuto e appena lui si alza gli chiede: “Scusa, ma tu non sei lo sposo di Matrimonio a Prima vista?”.  Francesco gli risponde: “Sì, sono io. Mia moglie ha partorito”. Il ragazzo allora replica: “Ma allora è tutto vero?”. Francesco ha fatto un video divertente in cui racconta la scena e confessa di non aver dato risposta ad una domanda tanto assurda. Se ci pensate bene in questo episodio è racchiuso il male della nostra epoca: la verità fa paura. Il mondo della finzione, che ormai ha invaso tutti gli ambiti della nostra vita, ci ha tarati rendendo le nostre esistenze degli psicodrammi da vivere davanti alla telecamera di un cellulare. Così quando ci confrontiamo con la vita vera ci sembra incredibile e ciò che proviamo è stupore, incredulità, attrazione e al contempo paura.

Il Covid non blocca il docu-reality, ma apporta un cambiamento notevole sulla modalità di selezione: per fronteggiare la pandemia si inizieranno a fare i test e i colloqui per selezionare i futuri partecipanti su piattaforme digitali o su WhatsApp. E inevitabilmente qualcosa nel capire fino in fondo i candidati si perderà…

Davide

Siamo arrivati alla settima stagione, alla fine della quale vediamo rimanere insieme solo la coppia formata da Jessica Gregorio e Sergio Capozzi. Destino diverso è toccato alle altre due, formate, una dal PR Davide Graceffa e dall’hostess Martina Manoni e l’altra, tutta romana, da Dalila Cantagallo e Manuel Felici.

Ho intervistato Davide che si è dimostrato molto entusiasta di rispondere alle mie domande. Sebbene la storia con Martina non sia andata a buon fine, lui ha vissuto il suo percorso come un’opportunità per crescere e mi racconta con serenità ed entusiasmo la sua avventura:

È partito tutto da una scommessa con una collega. Ho fatto un’esperienza a livello umano. Sono andato con l’intenzione di costruire un rapporto maturo, basato sui sentimenti. Volevo fare un salto di qualità avendo anche la possibilità di confrontarmi con psicologi. Sono partito senza aspettative. Ho pensato che avrei potuto innamorarmi di lei. Quando sei dentro è full immersion. Entri in un meccanismo in cui credi che ci sia solo lei”

“Ho capito tanti miei limiti. Grazie a Martina sono migliorato molto anche a livello di amicizia. Ho imparato ad ascoltare”

Dalila

“Io ti ho chiesto verità. Non attenzioni a prescindere da chi hai davanti. Perché, come puoi vedere oggi, ti sono indifferente. Una settimana fa ero la tua famiglia. Ritorni al mio discorso, le persone vanno conosciute prima di sparare cose dette a buffo”

Questa frase racchiude il nodo dell’incompatibilità tra Dalila e Manuel. Molte persone, soprattutto donne, hanno criticato pesantemente il comportamento della ragazza che ad un certo punto del percorso ha iniziato a mostrare insofferenza per diversi comportamenti del marito.

Dalila mi dice che il montaggio che è stato fatto ha omesso parti delle loro discussioni, mettendo in evidenza solo la sua esasperazione. Che Dalila sia una persona schietta a sincera si percepisce in ogni fotogramma. Ciò che l’ha penalizzata è stata la modalità con cui ha detto certe cose, subordinando il senso di ciò che stava esprimendo. Personalità come la sua, genuine, senza peli sulla lingua, istintive e passionali non collimano con il mondo di una narrazione che, seppur creata per far emergere aspetti dell’essere umano, si basa su determinati standard comportamentali. Se Dalila fosse stata la nostra migliore amica, dinanzi ad un marito incapace di farla sentire unica, inghiottito da un esperimento che invece di farlo emergere l’ha schiacciato facendolo diventare il cliché di un uomo che reagisce al fallimento di un rapporto dicendo: “Perché lei non ce l’ha mai avuto uno come me…”, non solo le avremmo dato ragione, ma ci saremmo alleate con lei.

È “curioso” come le donne spesso possano essere le peggior nemiche di se stesse, come hanno dimostrato molte delle spose di questo programma che, a parte alcune eccezioni, non hanno delineato un bel quadro dell’attuale figura femminile. Da donna mi dispiace molto dover giungere a questa conclusione e mi sarebbe piaciuto raccogliere più testimonianze femminili per il mio articolo. Ma ciò non è stato possibile, perché se tutti gli uomini che ho contattato hanno partecipato con entusiasmo, ponendosi con me in modo accogliente ed educato, la maggior parte delle donne ha reagito visualizzando il mio messaggio e non rispondendo, glissando, dicendo che mi avrebbe fatto sapere senza mai più contattarmi o liquidandomi con frasi laconiche e poco cordiali.

Antonio

Nell’aprile del 2021 altre tre coppie giungono all’altare, ma il pubblico ne farà la conoscenza solo nei primi mesi del 2022. Siamo giunti all’ottava stagione, quella che vede tra i protagonisti Antonio Quarta e Giorgia Rosati. Entrambi ventinovenni, commerciante pugliese lui e tecnico della perfusione cardiocircolatoria reatina lei. Tra di loro non è stato amore a prima vista. Antonio aveva immaginato sua moglie in modo diverso:

“Non mi aspettavo una persona con quel carattere e così fisicamente”

Antonio va oltre e anche Giorgia lo fa. Sono due persone vere, cha stanno seguendo entrambi le regole di un esperimento sociale. Se fossero stati nella vita reale, lui confessa che avrebbe mollato. Complice anche la comunità che si è venuta a creare con le rispettive famiglie, gli sposi superano la freddezza e quella “vergogna buona”, come la definisce Antonio, e iniziano a lavorare per la costruzione del loro rapporto. Arrivano alla scelta finale e decidono di rimanere sposati. Li ritroviamo nello speciale “E poi” che stanno ancora insieme. Ce la mettono tutta, ma la complicità non basta, per alimentare una relazione ci vuole altro. Oggi i ragazzi hanno ancora un ottimo rapporto e sono tra i pochi che dopo la rottura sono riusciti a mantenere un legame. 

Chiedo ad Antonio se riparteciperebbe all’esperimento e prima ancora che io finisca di formulargli la domanda mi risponde:

“Altre cento volte, ma con l’esperienza di oggi. Per godertela al meglio devi darle il giusto peso. Non deve cambiare il tuo stile di vita”

Alex

Protagonisti della nona edizione sono state tre coppie che hanno avuto destini decisamente eterogenei. Solange e Michele oggi sono ancora sposati, avendo trovato l’uno nell’altra quello che cercavano. Non possiamo dire lo stesso di Alex Balbo e Michela Bono.

Il 7 marzo del 2022 la coppia si incontra.

Michela avanza verso Alex. Appena lo vede da lontano il primo commento che fa su di lui è: “È coatto”. Inizia a ridere, un’evidente risata nervosa. Lo raggiunge e, dopo essersi presentata all’uomo che sta per sposare, proferisce un vocabolo che toglie ogni dubbio sulla sua provenienza: “Eccallà”. Si volta verso il futuro marito e gli chiede: “Sei di Roma?”, e lui: “”. La sposa replica con tono squillante: “Se vede!”. Lui si rivolge a lei gentilmente: “Tu?” e lei: “Di Roma”. Non avevamo dubbi, aggiungerei io! Questo è stato l’exploit del loro percorso.

Per tutta la durata dell’esperimento, il leitmotiv dell’ostetrica romana è stato sottolineare le differenze socio culturali tra di loro (ma quali differenze ?!?!?) e denigrare il marito sotto vari punti di vista (grazie a questa ragazza ora tutta Italia conosce il termine coatto, da lei usato tra l’altro impropriamente, visto che il suo significato è: individuo rozzo, dalla parlata volgare e dall’abbigliamento privo di gusto, che vive nelle zone suburbane, nelle borgate, elementi non appartenenti al marito). Davanti ad un tale atteggiamento poco costruttivo la reazione di Alex è stata la seguente:

“Di base non mollo mai. Ci ho provato comunque. Più sei rifiutato e più vuoi capire il perché”

La pazienza e la solidità sono le caratteristiche di questo ragazzo, che si definisce serio con molti valori e un po’ fregnone. Gli chiedo se sia sempre stato così nei rapporti con le donne e lui mi risponde di sì e che se si mette in testa una cosa fa di tutto per ottenerla. Mi confessa che a lui Michela piaceva veramente, ma che quando una persona parla male di te, quando l’adrenalina cala, apri gli occhi. Al di là di come sia andata, anche lui, come del resto tutti i ragazzi con cui ho parlato, rifarebbe il programma, perché è il confronto con l’altro che porta inevitabilmente a misurarti con te stesso e aiuta ad affrontare i propri limiti.

Lucas

Lucas Vianini e Carolina Manfrin sono stati gli unici sposi in nove edizioni ad essere stati espulsi. Cerchiamo di ricostruire cosa è accaduto per capire un po’ meglio la loro vicenda.

Lucas ha trentacinque anni, vive a Castiglione delle Stiviere, è consulente d’arte e gemmologo.  Partecipa a Matrimonio a prima vista mosso dalla voglia di prendere parte ad un esperimento sociale. Cerca una maggiore consapevolezza di se stesso. Carolina ha trentun anni, è di Verona e fa la barista. Vorrebbe trovare un uomo capace di capirla al primo sguardo, come faceva suo papà, scomparso da diversi anni.

Il giorno del matrimonio dicono rispettivamente l’uno dell’altra:

Lui: “Carolina è una ragazza molto bella, alta. Molto femminile, con uno sguardo intenso e un bel sorriso. Mi ricorda, se fosse un dipinto, la Fornarina di Raffaello Sanzio”.

Lei: “È un bel ragazzo. Non è proprio il mio tipo. Mi piacciono i ragazzi un po’ più grezzi. Un po’ meno bravo ragazzo, esteticamente sono un po’ così. Ni”.

Dopo questo primo tiepido impatto, accentuato da una notevole differenza lessicale, i ragazzi partono per il loro viaggio di nozze a Malta. Lì non tarderanno ad emergere le loro divergenze, che investono la sfera socio-culturale, lo stile di vita, gli obiettivi e soprattutto le loro personalità.

Carolina dice a Lucas: “Io ci ho anche provato. Non posso dire di non averci provato, ma se non ci trasmettiamo niente. Se non c’è un’emozione. Non risultiamo molto coppia”. Lei lo accusa di recitare una parte per compiacerla e lui replica spiegandole che sta solo censurando alcuni aspetti del proprio carattere per tutelare il loro rapporto appena nato.

Successivamente lui si sfoga davanti alle telecamere dicendo cosa prova:

Carolina è la donna perfetta per urtare il mio sistema nervoso alla lunga. Io non sono abituato ad essere schifato. In questa dinamica di coppia sono con il piattino a chiedere l’attenzione, l’amore, la considerazione di una donna che non vuole darmi queste cose. Quindi, siccome questa situazione mi crea una certa frustrazione, avendo uno spiccato orgoglio, se non ci sarà un punto d’incontro, ad un certo punto questo piattino glielo tirerò addosso

Parole dettate dalla frustrazione di non essere apprezzato come uomo. Stato d’animo alimentato probabilmente anche da qualcos’altro che noi pubblico non sappiamo, ma che trapela dalla freddezza della neo sposa e dal risentimento del marito. Per quanto ci troviamo dinanzi ad un reality, di base c’è pur sempre un montaggio delle scene e dei momenti in cui i ragazzi non vengono ripresi, e cosa si dicono in quelle circostanze non possiamo saperlo né noi, né la produzione, né gli esperti.

Il viaggio di nozze prosegue acuendo ora dopo ora le loro discrepanze. Rientrati in Italia marito e moglie non si vedono più fino al momento della lite, avvenuta durante il primo giorno di convivenza, che poi porterà alla squalifica della coppia.

Carrellata in avanti verso l’abitazione di Lucas, la voce narrante ci informa che i ragazzi si sono appartati e stanno parlando sottovoce. A quel punto sentiamo la voce dell’autrice che chiede agli sposi cosa stessero bisbigliando, mentre sullo schermo compaiono due scritte:

LUCAS E CAROLINA NON SANNO CHE I LORO MICROFONI SONO ACCESI (solo che quello di lei è ben funzionante, quello che dice lui invece non si capisce nitidamente, aggiungerei io…). Sotto, una seconda scritta in carattere stampato minuscolo bianco:

Lucas: e io ho detto “Guarda, l’ho capito” e per venirti incontro ti ho detto “Guarda, anche io ho una situazione (incomprensibile), essere trasparente, che ho questo tipo di visibilità…” ma non che dovevo venire fuori figo o brutto, non me ne frega un ca**o!

Carolina (l’autrice) vuole capire l’entità della situazione. La sposa racconta che la prima sera del viaggio di nozze ha detto al marito di non prendersela per la sua freddezza e prosegue esponendo la replica di Lucas: “Io mi sono iscritto perché…”. A quel punto interviene lui precisando “ancheperché”. C’è un evidente taglio nel montaggio. Continua lei ripetendo quello che gli ha detto lui: “mi serve visibilità…”. Altro taglio netto del montaggio. “…per cui mi serve”. Lei si altera e, alzando il tono della voce, accusa il marito di averle creato un blocco nel momento in cui ha parlato di visibilità e rivela che lui le ha proposto di mettersi d’accordo. Iniziano a discutere e Lucas ad un certo punto le dice: “Mi dispiace darti questa notizia: c’è una telecamera che sta filmando te e c’è una telecamera che sta filmando me. È una cosa televisiva”. E su questa affermazione non vi è dubbio alcuno. I toni si scaldano, c’è un sovrapporsi di voci. Carolina visibilmente scossa da una parte, Lucas alquanto innervosito dall’altra. La sposa riparte con la frase di lui: “Mettiamoci d’accordo”, va avanti, ma il discorso che viene fuori è pieno di tagli. Lui perde la pazienza e diventa pungente verbalmente. La situazione trascende, Carolina si alza e gli va faccia a faccia, ma viene prontamente allontanata da qualcuno della produzione. Lei piange, lui le dice che è una squilibrata. Continuano a discutere. Lei sostiene che lui voglia accordarsi su cosa dire e cosa fare, in modo che non venga sminuita la sua virilità. Lucas ribatte spiegando che confessare di essere lì anche per visibilità è stata una scelta dettata dalla volontà di far vivere con più serenità alla moglie l’esperienza, consapevole del blocco della ragazza, perché non attratta da lui. 

Abbiamo Carolina che accusa lui solo per aver ammesso il fattore visibilità e Lucas che dopo nemmeno ventiquattro ore dal matrimonio si sente rifiutato dalla moglie.

Alla luce di questa discussione gli esperti si riuniscono e decidono di sospendere l’esperimento dei ragazzi perché falsato dalle affermazioni dello sposo. Qui non siamo in un tribunale ed io non sono un avvocato, ma non ho trovato corretto addossare tutta la responsabilità dell’accaduto a Lucas. In primis lei, come diverse donne che hanno preso parte a questo programma, si è chiusa fin dall’inizio, non dando nessuna possibilità al marito, anzi, se vogliamo essere onesti, anche sminuendolo. Il messaggio che Carolina ha mandato è stato del tipo: “Non mi piaci, quindi non se ne fa nulla”. Il senso di questa esperienza sarebbe quello di andare oltre il primo impatto e cercare di costruire un rapporto durante le cinque settimane. Mi sembra evidente che l’approccio femminile a questo programma sia quantomeno eccepibile. Punto secondo, parlare ANCHE di visibilità in un contesto televisivo non mi sembra un tema così fuori luogo. L’ingenuità di Lucas è stata palesare un fattore sotteso che doveva rimanere tale. Ai fini dell’esperimento è chiaro che se i ragazzi si fossero messi d’accordo avrebbero falsato il risultato, ma se spostiamo l’obiettivo sulla riuscita di un rapporto di coppia e puntiamo su cosa susciti a livello umano un reality come Matrimonio a prima vista direi che anche Lucas e Carolina hanno dato il loro sostanziale contributo.

Sono giunta al termine del mio viaggio e per scelta rimando l’analisi dell’ultima stagione ad uno step successivo. Da studiosa confesso di non averla capita fino in fondo, non mi sono chiare le scelte degli esperti, le intenzioni, la psiche e gli intenti dei sei partecipanti e per questo mi prendo del tempo per analizzare meglio i fatti.

Ringrazio tutti i ragazzi che hanno risposto alle mie domande, aprendosi e rendendomi complice dei loro ricordi e soprattutto delle loro emozioni.

“Ogni verità passa attraverso tre fasi: prima viene ridicolizzata; poi è violentemente contestata; infine viene accettata come ovvia.”

(Arthur Schopenhauer)

Per approfondimenti sull’argomento vi consiglio di consultare la pagina: https://it.wikipedia.org/wiki/Matrimonio_a_prima_vista_Italia

Per rivedere le puntate di Matrimonio a prima vista consultate i link:

https://realtime.it/matrimonio-a-prima-vista-italia

https://www.discoveryplus.com/it/show/matrimonio-a-prima-vista-italia

Per seguire dirette con alcuni dei protagonisti dell’articolo seguite il mio profilo Instagram: https://www.instagram.com/veronicacasciottiscrittrice/

Veronica Casciotti ⭐🦋🖤

Veronica Casciotti

VERONICA CASCIOTTI (Roma, 11 gennaio 1981). Laureata in filosofia all'università di Roma La Sapienza con una tesi in estetica dal titolo: “L'occhio che spia, uno spettro di natura duplice che incombe sulla storia dell'umanità: utopia, distopia o salvezza?". Con un passato da attrice teatrale e da formatrice, oggi ama esprimere le proprie emozioni attraverso la scrittura, il disegno e la recitazione. Autrice del blog https://www.ilmondodiveronica.it/. La bambina che voleva i capelli corti, suo romanzo d’esordio, è arrivato finalista alla VII edizione del premio letterario “Mangiaparole”.

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